| Coordinamento dei lavoratori comunisti
Contro la FIAT e tutti i padroni
SOLIDARITA' PROLETARIA AGLI 8 COMPAGNI LICENZIATI
DALL'ALFA DI POMIGLIANO E A TUTTI I COMPAGNI COLPITI
DALLA REPRESSIONE PADRONALE
Per essersi opposti al peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro, ad un contratto nazionale che concede mano libera alle aziende aumentando la flessibilità, la precarietà, i sabati lavorativi e introducendo l'apprendistato fino a 42 mesi, 8 lavoratori sono stati licenziati dalla FIAT con la complicità di CGIL-CISL-UIL.
Per i padroni e i loro servi rompere con la lotta di classe i pacifici equilibri della concertazione è un crimine gravissimo. I lavoratori che lottano per i loro interessi sono considerati “provocatori” che mettono in discussione l'accumulazione dei profitti e la cosa è ancor più grave se la contestazione nasce dalle fabbriche stesse e sono direttamente gli operai che mettono in discussione con le lotte lo sfruttamento.
La FIAT vuole avere mano libera per imporre “democraticamente” le sue leggi e le sue regole e non può tollerare che l'esempio dell'Alfa di Pomigliano – dove gli operai hanno bocciato il contratto - si propaghi e diventi un esempio per altri, pena la perdita dei profitti.
Espellere dalle fabbriche gli operai che si mettono alla testa delle lotte contro i padroni, è da sempre l'obiettivo dei padroni e dei sindacati collaborazionisti.
Il sistema di sfruttamento capitalistico, con le sue leggi a tutela della proprietà privata dei mezzi di produzione, cioè del capitale, li aiuta: la democrazia borghese, tante volte invocata a sproposito da molti, dentro e fuori le fabbriche, è sempre funzionale ai padroni. E una “democrazia” che legittima la sottomissione degli sfruttati agli sfruttatori è da sempre uno strumento del capitale contro il lavoro salariato, che i lavoratori in lotta per la loro emancipazione si troveranno sempre contro, ieri, oggi e domani.
Operai, lavoratori, compagni: ecco cosa contiamo nella democrazia borghese!
Solo con l'unità e la solidarietà di tutti i lavoratori è possibile battere la repressione padronale.
Compagni licenziati di Pomigliano, siamo al vostro fianco perché la vostra lotta è la nostra.
L'assemblea del costituendo “ Coordinamento dei lavoratori comunisti ”, riuniti al Dopolavoro ferroviario di Milano l'11 marzo 2006, composta da operai, lavoratori e delegati delle seguenti realtà: Milano, Genova, Savona, Torino, Venezia, Vicenza, Parma, Firenze, Roma, Napoli.
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I lavoratori ASU e PUC Sicilia:
I precari siciliani esprimono solidarietà ai lavoratori licenziati.
Siamo contro ogni tipo di repressione. ________________________________________________________________________________________________________________
SOLIDARIETA' AI LICENZIATI DI POMIGLIANO
La RdB/CUB Sanità di Pisa esprime la propria solidarietà ai compagni licenziati nelle fabbriche di Pomigliano e allo SLAI Cobas di Napoli, colpito duramente dalla repressione padronale.
E' evidente che viene ancora una volta colpito il sindacalismo di base per l'azione di resistenza che esso ha continuato a praticare in questi anni in difesa delle conquiste dei lavoratori.
Nel l'episodio di Pomigliano, che avviene dopo che in diverse fabbriche è stato bocciato il contratto dei metalmeccanici, si conferma il servilismo ed il ruolo anti-operaio dei sindacati confederali.
RdB SANITA' PISA
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Confederazione Cobas:
La Confederazione Cobas è vicina e solidarizza con gli operai, militanti sindacali dello Slai Cobas licenziati all'Alfa di Pomigliano. Licenziamenti estremamente gravi che reintroducono la vecchia pratica aggressiva della Fiat che tende a decapitare qualsiasi opposizione operaia nelle loro fabbriche, con l'esplicita copertura di Cgil, Cisl e Uil.
Questo ricorso ai licenziamenti politici arriva all'indomani della bocciatura di massa del Contratto Nazionale dei metalmeccanici sottoscritto da FIOM, FIM e UILM durante due assemblee partecipate da migliaia di lavoratori che hanno contestato duramente i burocrati della triplice confederale che volevano far passare l'accordo senza recepire le critiche e le esigenze degli operai.
Bocciatura che è avvenuta non solo all'Alfa di Pomigliano ma che si è estesa anche in altre fabbriche importanti dalla Fiat di Melfi agli operai della Fincantieri di Genova e delle carrozzerie di Mirafiori, alla Ferrari, alla Fiat e alla Cnh di Modena sino a tante altre.
E' chiaro che gli autoritari provvedimenti della FIAT, avallati dalle organizzazioni sindacali confederali, hanno l'unico intento di colpire le avanguardie di lotta dell'Alfa, di azzerare qualsiasi organizzazione di base alternativa nel sito di Pomigliano e di normalizzare la vita sindacale in tutte le fabbriche metalmeccaniche che avranno l'ardire di proporsi in maniera conflittuale.
La moderazione salariale o cosiddetta "politica dei redditi", inaugurata con l'Accordo di concertazione Cgil-Cisl-Uil-Governo-Confindustria del luglio ' 93, ha avuto un ulteriore anello della catena con questo contratto che ha al centro il mancato recupero economico, nuova precarizzazione del lavoro e peggioramento della tutela dei diritti.
A questi licenziamenti bisogna rispondere con una grande mobilitazione di massa non solo per richiedere il reintegro dei compagni al loro posto di lavoro e di conflitto ma per mettere al primo posto delle rivendicazioni, la lotta per il salario e per i diritti, la condizione operaia nelle grandi fabbriche e un percorso di ricomposizione con le vertenze in atto in tutto il mondo del lavoro e nei settori precari, sempre più emergenti.
Mobilitazione da sostenere nella consapevolezza che i fatti di Pomigliano non sono l'ultimo colpo di coda del governo di centro destra ma potrebbero avere pari scenario nei mesi a venire col prossimo governo “amico o non amico”.
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COMUNICATO SINDACALE
(APPROVATO IN ASSEMBLEA ALL'UNANIMITA')
SOLIDARIETA' AI LAVORATORI LICENZIATI ALL'ALFA DI POMIGLIANO!
I lavoratori della fabbrica Italcementi di Vibo Marina riuniti in assemblea in data 03/03/2006, venuti ha conoscenza dei licenziamenti effettuati dalla Fiat di Pomigliano nei confronti dei lavoratori e sindacalisti dello Slai Cobas, esprimono piena solidarietà e vicinanza ai compagni colpiti duramente dall?arroganza Fiat.
Giudicano il comportamento dell?azienda arrogante pretestuoso e volto a colpire compagni che sicuramente sono i garanti dei lavoratori nella difesa dei propri diritti, e delle proprie rivendicazioni contro la tracotanza dell'Azienda Fiat e contro un sindacato Confederale privo di rappresentanza è lontano dei lavoratori.
Forza Compagni di Pomigliano!
Vibo Valentia lì 03/03/2006
L'assemblea dei lavoratori Italcementi
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Ospedale Monaldi Napoli:
SOLIDARIZZIAMO CON GLI OPERAI E I SINDACALISTI DELLO SLAI-Cobas DELLA FIAT DI POMIGLIANO, LICENZIATI PER AVERE CLAMOROSAMENTE BOCCIATO UN ENNESIMO CONTRATTO BIDONE!
Esprimiamo forte solidarietà con i compagni dello SLAI-Cobas e con gli operai della FIAT Alfa di Pomigliano licenziati perché rei di avere espresso, assieme a migliaia di altri operai della Fiat, il proprio clamoroso dissenso contro il contratto/truffa firmato dai dirigenti dei sindacati di regime CGIL-CISL e UIL.
I licenziamenti partiti contro i sindacalisti dello SLAI-Cobas e contro gli operai FIAT di Pomigliano, sono la prova provata di una deriva sempre più antidemocratica e fascisteggiante nei luoghi di lavoro. Infatti, chi non si piega agli attacchi contro le conquiste dei lavoratori e alla politica della concertazione tra padronato, governo e sindacati di regime, viene intimidito, perseguitato, criminalizzato e colpito inesorabilmente dai licenziamenti e dalla repressione (vedi gli arresti del 15 febbraio dei tre lavoratori delle aziende miste PAN e SIS a Napoli).
Il licenziamento dei sindacalisti dello SLAI-Cobas e degli operai Fiat di Pomigliano non devono assolutamente passare. Occorre stringersi intorno ai licenziati e a tutti gli operai della FIAT di Pomigliano per rispedire questi licenziamenti al padrone, ai sindacati di regime e al governo della banda Berlusconi che li protegge.
Le lettere consegnate a Vittorio Granillo (dirigente nazionale dello SLAI-Cobas), a Mimmo Mignano (RSU della FIAT-Alfa) e ad altri 7 operai (se ne preannunciano altri), mirano unicamente ad intimidire tutta la classe operaia, tutto il movimento dei lavoratori e tutti i proletari che sempre più scelgono la strada della ribellione.
UNIAMO LE FORZE DELLA CLASSE OPERAIA, DI TUTTO IL MOVIMENTO DEI LAVORATORI, DEI PRECARI, DEI DISOCCUPATI E DEGLI STUDENTI PER RESISTERE E BATTERE L'AGGRESSIONE CONTINUA AI DIRITTI E ALLE CONQUISTE ECONOMICHE E SOCIALI FRUTTO DI ANNI DI LOTTE E SACRIFICI.
IMMEDIATO RITIRO DEI LICENZIAMENTI!!
LA PERSECUZIONE E LA REPRESSIONE DELLE LOTTE NON DEVONO PASSARE!
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SINDACATO LAVORATORI IN LOTTA:
NO AI LICENZIAMENTI !!!
Il Sindacato Lavoratori in Lotta esprime piena solidarietà ai lavoratori
della FIAT che sono stati licenziati, ormai è del tutto chiaro che i
dirigenti della FIAT vogliono adottare metodi di altri tempi con il
chiaro intendo di azzittire le giuste rivendicazioni degli operai, quale
il rinnovo del contratto di lavoro con miglioramenti economici in busta
paga, con un simile atto, questi signori si sono tolti la maschera
mostrando il vero volto del capitalismo padronale che sopravvive sullo
sfruttamento del prossimo.
Immediato ritiro dei licenziamenti
Viva la lotta dei lavoratori della FIAT
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Alternativa Cobas:
Le lavoratrici ed i lavoratori di Alternativa COBAS esprimono la propria
solidarietà ai compagni e alle compagne dello SLAI del Guppo FIAT per la
dura repressione che stanno subendo ad opera dei padroni con la
complicità di CGIL-CISL-UIL.
Il sindacalismo di base, quello serio, ha il dovere di organizzarsi per
dare una forte risposta contro qualsiasi forma di repressione.
Siamo pronti alla lotta unitaria.
HASTA LA VICTORIA SIEMPRE !
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Slai cobas Vibo Valentia:
Lo slai cobas di Vibo Valentia è vicino ai lavoratori di Pomigliano,
licenziati perchè con le loro lotte stanno riportando il potere in mano
ai lavoratori.
Condanniamo con forza l'arroganza la tracotanza e le
azioni cilene attuate dalla Fiat che, con cgil cisl uil, hanno cercato
di criminalizzare i lavoratori e tutto il nostro sindacato, che in
questi
anni lotta per dare una spallata al regime capitalistico di questo
Paese.
i compagnii dello slai cobas di Vibo Valentia
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USI:
I lavoratori e le lavoratrici dell'Unione Sindacale
Italiana esprimo la loro solidarietà di classe ai
compagni e alle compagne dello SLAI di Pomigliano,
dello SLL di Napoli ed a quelli della Fiat di Melfi
per la dura repressione che stanno subendo ad opera
dei padroni, delle forze dell'ordine, in alcuni casi
con il beneplacito di CGIL-CISL-UIL.
In una situazione in cui è necessaria la ripresa del
conflitto di classe per rispondere ai duri attacchi
portati avanti dal sistema capitalistico (con tutte le
sue multinazionali che vogliono imporre la
globalizzazione selvaggia), appoggiato dai governi più
forti e da molte forze politiche europee (che si sono
trovate d'accordo nell'applicazione della direttiva
Bolkestein), dalle svendite dei sindacati
concertativi, è chiaro che il loro tentativo sarà di
nuovo quello di usare forme di repressione per
impedire la riunificazione di tutte le lotte di
opposizione, da quelle ambientalistiche a quelle
operaie.
Ancora una volta toccherà ai lavoratori e alle
lavoratrici, ai compagni e alle compagne, al
sindacalismo conflittuale organizzarsi per dare una
forte risposta contro ogni forma di repressione.
la lotta non si fermerà
SEGRETERIA USI AIT _________________________________________________________________________________________________________________
Reintegrare i lavoratori!
Per quanto dure possano essere state le polemiche e i conflitti nelle assemblee della Fiat di Pomigliano, la scelta padronale di licenziare, in seguito a esse, dei lavoratori rappresenta sempre un inaccettabile comportamento antisindacale...
Se poi alla Fiat sta montando una risposta negativa all'accordo ci sembra un segnale importante, di cui tener conto, tanto più dopo le battaglie sulla democrazia sindacale che sembrano finalmente ritornate in forza negli ultimi anni. Del resto se si accende un fuoco e se questo fuoco trova il vento di una rabbia autentica non è detto che si possa spegnere a comando...
Laboratorio Ska, Centro Sociale Officina 99
PS: Essendo un azienda strategica da sempre, crediamo sia molto importante documentare il dibattito che si è svolto alla Fiat e se, come dichiara in un comunicato, lo SLAI COBAS dispone dei filmati potrebbe caricarli su http://www.ngvision.org in modo che siano visibili a tutti i movimenti. _________________________________________________________________________________________________________________
Il patto scellerato
All'Alfa di Pomigliano un gruppo di operai, militanti sindacali dello Slai Cobas sono stati licenziati, sono 12. Le contestazioni sono una copertura formale ad una sostanza che è chiara a tutti. Nelle assemblee sul contratto i funzionari sindacali di Fim Fiom Uilm, hanno provocato gli operai e questi li hanno contestati duramente. Non solo hanno firmato un contratto da fame, introdotto più flessibilità, volevano anche non far parlare gli operai, impedirne la critica diretta.
La provocazione si è rivolta contro loro stessi. Per decisione della maggioranza degli operai presenti, è stato impedito loro di raccontare le solite fandonie.
Un duro confronto su questioni serie: quanto pane posso mettere in tavola e quante ore devo stare sulla linea a sgobbare. Non è un dibattito sulla par condicio o sul proporzionale in un salotto televisivo, dove, anche se volano insulti e schiaffi davanti a milioni di persone, tutto viene giustificato: è il sale della democrazia.
La Fiat invece interviene immediatamente e pesantemente, i sindacalisti che tanto si sono spesi a sostenere l'introduzione del TMC2, a mantenere bassi i salari, a firmare cassa integrazione e mobilità, non devono essere toccati, devono avere ampia libertà di movimento, essere protetti dalle guardie: nel territorio della fabbrica il padrone è il monarca assoluto e i suoi compiacenti partner sindacali devono poter fare il bello e il cattivo tempo.
La Fiat licenzia gli operai che hanno guidato la protesta, ci immaginiamo che nei rapporti intercorsi tra la Direzione e Fim Fiom Uilm, la prima abbia detto: “ve li togliamo davanti noi questi dei Cobas” e gli altri abbiano risposto, “se lo fate voi niente in contrario”.
Un patto scellerato per ammutolire gli operai, tagliando la testa ai loro più agguerriti sindacalisti di base.
Povero Rinaldini, il “sinistro” che lascia risolvere al padrone Fiat con i licenziamenti, una discussione contrattuale fra i suoi uomini e gli operai.
Quando un gruppo dirigente sindacale ha bisogno della repressione del padrone e dello Stato per far fuori le tendenze sindacali contrarie alle sue scelte, è finito. Dimostra, se ancora ce ne era bisogno, di rappresentare interessi estranei a quelli dei suoi associati, gli operai e di aver assunto, al contrario, quelli di fondo dei padroni e del loro sistema.
Gli operai iscritti alla Fim Fiom Uilm, sanno ora come viene trattato dai loro capi il dissenso.
Dando una lezione al sindacalismo di base dell'Alfa, vogliono aprire una campagna contro il sindacalismo operaio ovunque, ovunque le assemblee sono state agitate, ovunque il nuovo contratto è stato imposto con forza.
Normalizzazione è la loro parola d'ordine, vogliono le fabbriche ripulite da ogni opposizione.
Il Governo può passare da Berlusconi a Prodi, ma gli operai devono lavorare in silenzio e prepararsi a nuovi sacrifici. Ai licenziati dell'Alfa riconosciamo di aver spinto in avanti la rottura tra sindacalisti compromessi e operai, per un nuovo sindacalismo operaio. Per questa ragione siamo al loro fianco e faremo ciò che ci verrà richiesto per sostenerli.
Sulla possibilità di organizzazione del sindacalismo operaio si gioca il futuro degli operai, della difesa dei loro interessi.
Se Pezzotta, Epifani, Angeletti hanno bisogno della Fiat per ridurci al silenzio, noi ci uniremo come operai per buttarli giù dalle loro comode poltrone.
Il braccio di ferro è in atto, ce la vedremo in ogni fabbrica.
Associazione per la Liberazione degli Operai _________________________________________________________________________________________________________________
COMUNICATO STAMPA
RESPINGIAMO CON FORZA GLI INFAMI LICENZIAMENTI DEGLI OPERAI DELLA FIAT DI POMIGLIANO D'ARCO!
Il Partito marxista-leninista italiano esprime piena solidarietà agli operai della Fiat di Pomigliano D'Arco per gli infami licenziamenti subiti da 15 operai che lavorano nella fabbrica alle porte di Napoli. Questo atto non è altro che una rappresaglia contro la giusta protesta della classe operaia di Napoli e Campania intesa a respingere il contratto dei metalmeccanici avallato da Fiom-Fim-Uilm, complici, tramite i sindacati di categoria, di aver permesso in perfetto silenzio-assenso che tutto ciò avvenisse.
I marxisti-leninisti campani si stringono agli operai ingiustamente licenziati e sono pronti ad aderire a qualsiasi iniziativa promossa dai metalmeccanici in lotta per far “rientrare” i vergognosi licenziamenti voluti da Federmeccanica con la connivenza silenziosa del governo del neoduce Berlusconi e del Bossi del Sud Antonio Bassolino.
Noi del PMLI esortiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori, non solo quelli licenziati, ma anche quelli delle aziende in crisi, a punire i partiti del palazzo che niente o quasi fanno per risolvere il problema occupazionale nella nostra Regione, invitandoli ad astenersi (disertare le urne, annullare la scheda o lasciarla in bianco) alle prossime elezioni politiche e di battersi contro la deindustrializzazione per un lavoro stabile, a salario intero, a tempo pieno e sindacalmente tutelato per tutti i disoccupati e i lavoratori
Napoli, 21 febbraio 2006
Franco Di Matteo, responsabile del PMLI per la Campania _________________________________________________________________________________________________________________
STRINGIAMOCI INTORNO AI LAVORATORI E AI SINDACALISTI DELLO SLAI COBAS LICENZIATI ALLA FIAT DI POMIGLIANO! FACCIAMO FRONTE UNITO CONTRO LE AGGRESSIONI DELLA BORGHESIA DI DESTRA E DI SINISTRA ALLE CONQUISTE ECONOMICHE E SOCIALI COSTATE ANNI DI LOTTE E SACRIFICI! Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo (CARC)
Federazione Regionale della Campania
v. U. Prota Giurleo, 199- Napoli
e-mail: fed-reg-campana-carc@libero.it
Napoli, 18.02.06
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SOLIDARIETA' AGLI OPERAI E AI SINDACALISTI LICENZIATI!
Le/i compagne/i della Federazione campana dei Carc esprimono piena solidarietà ai lavoratori e sindacalisti dello Slai Cobas della Fiat di Pomigliano, licenziati per aver esercitato un proprio diritto! Protestare contro un contratto/truffa è un diritto conquistato dalle lotte della classe operaia di questo paese molti anni fa e i vari sindacati di regime asserviti agli interessi padronali non riescono e non riusciranno a far dimenticare le conquiste del passato o a far tacere il dissenso e l'opposizione con le loro insulse chiacchiere demagogiche!
L'ennesimo atto terroristico della dirigenza Fiat con il benestare dei dirigenti venduti di CGIL CISL e UIL è gravissimo e inaccettabile! Il tentativo di isolare e demonizzare chi alza la testa di fronte ai soprusi padronali non passerà!
In questa stessa settimana abbiamo assistito ad una raffica di attacchi repressivi spregiudicati: martedì 14 febbraio sono state perquisite in tutta Italia le case di dirigenti dei Carc con sequestro di materiale utile alla campagna elettorale nel vano tentativo di “scoraggiare” e di fatto di impedire la nostra partecipazione democratica alle prossime elezioni politiche e amministrative, evidentemente troppo scomoda per passare inosservata;
mercoledì 15 febbraio sono stati arrestati 3 lavoratori e sindacalisti del Sindacato Lavoratori in Lotta delle società miste PAN e SIS di Napoli, a seguito della protesta contro il mancato pagamento degli stipendi, ormai da diversi mesi, ai dipendenti della PAN, e contro l'esclusione di 25 lavoratori della Smartway (società mista fallita) dalle assunzioni fatte alla SIS per reintegrare i lavoratori stessi della ex-Smartway!
Ecco quale è la democrazia tanto decantata dai nostri padroni!
Il governo nazionale di centro-destra e non da meno il governo Regionale, Provinciale e del comune di Napoli di centro-sinistra non si distinguono nel programma e nella pratica politica, non esitano entrambi allo stesso modo ad usare metodi FASCISTI per sedare, intimorire, costringere al silenzio chi subisce sulla propria pelle le loro politiche del privilegio. Centro-destra e centro-sinistra fanno a gara per guadagnarsi la fiducia di Confidustria, Vaticano e USA; mentre c'è sostegno reciproco quando si tratta di bastonare, arrestare, licenziare, perseguitare lavoratori, proletari, sindacalisti, comunisti, tutti coloro che si oppongono e lottano per RESISTERE alla crisi del loro sistema, a cui vorrebbero immolare la vita delle masse popolari!
Oggi più che mai è necessario che tutti i settori produttivi, il movimento dei lavoratori, dei disoccupati, degli studenti facciano un FRONTE unico e unito contro i continui attacchi della borghesia ai diritti sociali ed economici conquistati con anni di dure lotte!
IMMEDIATO RITIRO DEI LICENZIAMENTI!
QUESTA DEMOCRAZIA BLINDATA NON FERMERA' LA LOTTA !
UNIAMOCI CONTRO LA REPRESSIONE E LA PERSECUZIONE DEI LAVORATORI!
LA SOLIDARIETA ' E' UN'ARMA: USIAMOLA!
Federazione Regionale CARC della Campania _________________________________________________________________________________________________________________
NO ALLA REPRESSIONE NO AGLI INFAMI LICENZIAMENTI DEGLI OPERAI IN LOTTA SOLO LA LOTTA PAGA
DI FRONTE ALLA SACROSANTA RIBELLIONE DEI METALMECCANICI, LA FIAT DI POMIGLIANO HA IMMEDIATAMENTE RISPOSTO CON LE SOLITE INTIMIDAZIONI.
ALL'INDOMANI DI UN'ASSEMBLEA IN CUI I LAVORATORI HANNO DEMOCRATICAMENTE ESPRESSO IL LORO NETTO RIFIUTO DEL CONTRATTO-BIDONE SIGLATO E SPONSORIZZATO DA CGIL-CISL-UIL, 15 OPERAI, TRA CUI NUMEROSI COMPAGNI DELLO SLAI-COBAS, SI SONO VISTI RECAPITARE IN TEMPI RECORD LETTERE DI LICENZIAMENTO E SOSPENSIONE DAL LAVORO.
I COMUNISTI DELL'AREA PROGRAMMATICA PROGETTO COMUNISTA ESPRIMONO LA LORO FERMA E TOTALE SOLIDARIETÀ NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI E DEL SIDACATO SLAI-COBAS, VITTIME DI QUEST'ENNESIMO ATTO REPRESSIVO COMPIUTO DALLA FIAT CON LA CONNIVENZA DELLA SEDICENTE “SINISTRA” E DEI VERTICI SINDACALI CONFEDERALI.
INVITIAMO TUTTI I LAVORATORI A PROSEGUIRE LA LOTTA E AD UNIRSI IN UN FRONTE COMUNE PER SOTTRARSI A OGNI FORMA DI RICATTO ED OPPORSI ALLE INFAMI CONDIZIONI DI SFRUTTAMENTO CHE CONFINDUSTRIA E I SUOI GOVERNI CERCANO DI IMPORRE ALLA CLASSE OPERAIA.
19-02-2006 www.progetto-comunista.it
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NO AI LICENZIAMENTI !!!
SINDACATO LAVORATORI IN LOTTA
per il sindacato di classe
Sede di Napoli: Corso Garibaldi 46 – Tel: 081.287829 – Fax: 081.5637815
e-mail: sllna@libero.it - website:ww.sll-na.it
Il Sindacato Lavoratori in Lotta esprime piena solidarietà ai lavoratori della FIAT che sono stati licenziati, ormai è del tutto chiaro che i dirigenti della FIAT vogliono adottare metodi di altri tempi con il chiaro intendo di azzittire le giuste rivendicazioni degli operai, quale il rinnovo del contratto di lavoro con miglioramenti economici in busta paga, con un simile atto, questi signori si sono tolti la maschera mostrando il vero volto del capitalismo padronale che sopravvive sullo sfruttamento del prossimo.
Immediato ritiro dei licenziamenti
Viva la lotta dei lavoratori della FIAT
Direzione aziendale e sindacati collaborazionisti:
che l'ordine regni a Pomigliano!!
La decapitazione attuata dalla FIAT, attraverso una pesante procedura disciplinare, di un gruppo di attivisti e militanti dello SLAI/Cobas di Pomigliano d'Arco (Napoli) è un provvedimento di estrema gravità su cui è necessario sviluppare il massimo della controinformazione e della mobilitazione.
Questa nuova ondata di licenziamenti politici - una pratica mai negata e sempre attuata dai manager della FIAT - giungono all'indomani della bocciatura di massa, nel corso di due affollatissime assemblee, da parte della stragrande maggioranza dei lavoratori, del Contratto Nazionale dei metalmeccanici sottoscritto da FIOM, FIM e UILM.
Due assemblee nel corso delle quali è stato impedito ai funzionari di CGIL, CISL e UIL di continuare i loro vergognosi comizi nei quali, in barba a qualsiasi volontà dei lavoratori presenti, volevano far "ratificare di fatto" l'ipotesi di accordo con la Confindustria non ascoltando, né recependo qualsiasi critica che proveniva dalla massa degli operai presenti.
A distanza di qualche giorno da queste assemblee la FIAT ha emesso i suoi provvedimenti con il chiaro proposito di annientare qualsiasi espressione conflittuale organizzata dei lavoratori di Pomigliano.
Senza ritornare sui contenuti deludenti e peggiorativi - particolarmente in materia di precarizzazione del lavoro e di tutela dei diritti - del Contratto firmato da CGIL, CISL e UIL, la vicenda repressiva di Pomigliano d'Arco è paradigmatica del modello autoritario e blindato di relazioni sociali e sindacali che, di fatto, si stanno imponendo nei luoghi di lavoro. Del resto quello che sta accadendo a Pomigliano è stato anticipato, nei mesi scorsi, dal linciaggio mediatico e giudiziario a cui sono stati sottoposti i lavoratori del trasporto aereo che hanno contestato la ristrutturazione selvaggia del settore oppure da tutte quelle lotte e vertenze che per esprimersi compiutamente hanno dovuto infrangere la gabbia dell'articolo 146/90 (la regolamentazione/limitazione del diritto di sciopero).
Il sostanziale avallo delle Organizzazioni Sindacali verso questi veri e propri licenziamenti, l'agnostico silenzio del PRC oramai proiettato verso l'integrazione compatibilizzata nell'Unione Prodiana, la campagna stampa criminalizzante contro "..gli estremisti e facinorosi di Pomigliano" sono gli aspetti che si evidenziano di un dispositivo antioperaio che si è messo in moto per normalizzare e disciplinare una fabbrica ed un comprensorio intero (..il Contratto è stato bocciato non solo alla FIAT ma anche all'Alenia ed in numerose unità produttive terziarizzate e diffuse sul territorio) il quale è lungi dall'essere stato addomesticato al corso concertativo e supino alle direttive centrali della CGIL intrapreso anche dalla Camera del Lavoro Territoriale di Pomigliano.
Contro questa azione repressiva e per richiedere il totale reintegro dei compagni al loro posto lo SLAI/Cobas ha indetto uno stato di mobilitazione permanente che dovrebbe concretizzarsi in una Manifestazione a Napoli in cui - finalmente - le tematiche del lavoro, della condizione operaia, delle lotte per i diritti ed il salario dovranno investire la metropoli incontrando le altre Vertenze che, faticosamente, continuano il loro percorso di lotta.
Un appuntamento di mobilitazione a cui dovrà giungere il nostro appoggio e sostegno attivo con la consapevolezza che i fatti di Pomigliano riguardano tutti noi, le ragioni sociali e politiche che rappresentiamo e lo scenario istituzionale e di governo che si approssimerà nei mesi a venire.
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