RSU Pubblico Impiego: Le elezioni senza precari sono nulle - Lo Slai Cobas vince una causa pilota al Tribunale di Catania
Nell'ottica del consolidamento del movimento dei lavoratori precari (ex ASU e contrattisti) degli Enti Locali si sono svolte in diverse realtà assemblee delle lavoratrici ed ei lavoratori.
L' 11 maggio a Lercara Freddi (PA), il 16 maggio a Giarre (CT), il 6 giugno a Sortino (SR) ed il 7 giugno a Sant'Alfio (CT) e Bronte (CT).
Alle Assemblee hanno partecipato Orazio Calì e Salvo Scuderi.
Nel corso delle riunioni oltre ad affrontare diverse problematiche inerenti l'applicazione del contratto nazionale specifiche delle singole realtà si è posta l'attenzione sulla normativa prevista nella finanziaria nazionale sulla stabilizzazione dei precari.
A riguardo si è ritenuto unanimemente, viste le specificità regionali, di chiedere la costituzione di un tavolo tecnico Stato-Regione per definire le misure necessarie ad un piano definitivo di fuoriuscita dallo stato di precariato che ormai si protrae dal 18 anni.
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO – REPARTI CONFINO: DOMANI LA CAUSA A NOLA
DOMANI LA CAUSA CONTRO LA FIAT PER IL TRASFERIMENTO DISCRIMINATORIO AL REPARTO CONFINO DI NOLA DI 316 LAVORATORI: LO SLAI COBAS HA ATTIVATO LA PROCEDURA D 'URGENZA PREVISTA DALL'ART. 28 S.d.L. IN MATERIA DI REPRESSIONE DI CONDOTTA ANTISINDACALE
Supportata dalla impugnative di trasferimento geografico di 120 lavoratori comincia la causa attivata dallo Slai Cobas con la richiesta di repressione di comportamento antisindacale e rientro nello stabilimento di Pomigliano d'Arco di tutti i 316 lavoratori, confinati a ‘far niente' dall'azienda dal primo maggio scorso al reparto WCM di Nola . La 1° udienza è fissata per domani alle ore 12.00, giudice del lavoro dott.ssa Marisa Barbato presso il Tribunale di Nola . Nel ricorso, presentato dagli avvocati Giuseppe Marziale ed Arcangelo Fele per lo Slai Cobas, si denuncia la “stretta disciplinare militaresca” cominciata lo scorso gennaio col cosiddetto ‘piano-Marchionne con pseudo corsi di formazione condotti con la presenza illegittima dei vigilantes per realizzare un maggior controllo aziendale sui comportamenti personali dei dipendenti e sull'azione sindacale in fabbrica . Da ciò derivarono vari licenziamenti (alcuni poi revocati come quelli nei confronti di tre militanti dello Slai Cobas ed altrettanti dei sindacati confederali lo scorso febbraio, in seguito alle forti iniziative di sciopero, gli altri con azioni giudiziarie in corso). Nel piano aziendale la ‘normalizzazione dei comportamenti è necessaria ad ovviare al mancato riammodernamento degli impianti, che restano fatiscenti, pericolosi e vecchi ormai di 40 anni - al di là del maquillage meramente mediatico messo in atto dall'azienda - ed a tali fini subentra la misura già messa in atto dalla Fiat negli anni passati sia a Pomigliano che negli altri stabilimenti nazionali: la creazione di unità produttive esterne e lontane, dei veri e propri reparti-confino, dove allocare personale del quale la società intende liberarsi: lavoratori maggiormente sindacalizzati nonché con ridotte capacità lavorative per evidenti e prevalenti patologie professionali. “ Tutti e 316 lavoratori sono stati ‘scelti' dalla Fiat in base alla loro militanza sindacale o in ragione della loro condizione di invalidi con ridotta capacità lavorativa. Il comportamento illegittimo ed illecito della Fiat nei confronti dello Slai Cobas è comprovato dal fatto che, a fronte della ‘deportazione' a Nola (a 20 km dallo stabilimento di Pomigliano) di 316 lavoratori (il 6% dell'organico che conta 5.000 addetti) l' 80% degli iscritti, militanti e dirigenti dello Slai Cobas è stato ‘trasferito a Nola, nonché i componenti del coordinamento provinciale e dell'esecutivo di fabbrica, tutti i candidati presentati alle ultime elezioni delle RSU del 2006, compresi i componenti la commissione elettorale, delle liste Slai Cobas . Inoltre, come dimostra la documentazione allegata al ricorso, dei 316 lavoratori confinati a Nola, 132 sono affetti da patologie invalidanti ovvero limitative della capacità di lavoro. Nella riunione svolta presso l'Unione degli Industriali di Napoli tra Fiat e Slai Cobas lo scorso 13 giugno ed avente ad oggetto l'acquisizione da parte della Fiat dell'attività logistica interna allo stabilimento già svolta dalla terziarizzata D.H.L. , l'azienda ha ufficialmente dichiarato che “allo stato dei fatti alcuna prospettiva di unificazione logistica tra gli stabilimenti Fiat di Pomigliano e Cassino è in allestimento, e che l'unità WCM DI Nola che rimane ‘sede separata' dallo stabilimento di Pomigliano“.
Alla luce dei fatti residua che tutti i 316 lavoratori trasferiti al reparto-confino di Nola sono stati selezionati esclusivamente in termini di sindacalizzazione e/o menomazioni fisiche e produttive; la pseudo attività lavorativa a Nola è pressoché inesistente ed avulsa da qualsiasi progetto logistico integrato allo stabilimento di Pomigliano nonché incongrua (basti pensare all'incredibile progetto di far transitare i camion col materiale destinato alla produzione di Pomigliano da ‘contabilizzare' in una sede distante 20 km . per poi farli proseguire per Pomigliano) e palesemente determinata da finalità e condotte aziendali illecite e/o discriminatorie a danno dei lavoratori trasferiti nonché dello Slai Cobas illecitamente ‘decapitato'. Queste le considerazioni contenute nel ricorso presentato dallo Slai Cobas contro la Fiat denunciata di violazione degli artt. 15 e 28 dello Statuto dei Lavoratori (discriminazioni nei confronti dei lavoratori e della organizzazione sindacale denunciante).
Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano 24/6/2008 - coordinamento provinciale di Napoli
Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO / CONTRO IL ‘PIANO MARCHIONNE' ED I REPARTI-CONFIN0
“MISSION SEVEL NEVER DIE”: IN ELICOTTERO ALLA ‘APOCALYPSE NOW' GLI UOMINI FIAT CONTROLLANO ‘DAL CIELO' LA FORTE LOTTA DEI LAVORATORI DI POMIGLIANO CONTRO IL ‘PIANO MARCHIONNE' E L'ISTITUZIONE DEL REPARTO-CONFINO AL POLO LOGISTICO DI NOLA DOVE L'AZIENDA, CON VERE E PROPRIE LISTE DI PROSCRIZIONE, INTENDE TRASFERIRE 316 LAVORATORI TRA POLITICIZZATI (DI CUI 100 ISCRITTI ALLO SLAI COBAS) ED AMMALATI PER EVIDENTI PATOLOGIE PROFESSIONALI. IN ELICOTTERO GLI UOMINI FIAT SCAVALCANO I ‘PICCHETTI' SINDACALI PER TRASFERIRE LE FIANCATE DEL DUCATO DAL REPARTO STAMPAGGIO DI POMIGLIANO ALLA SEVEL DI VAL DI SANGRO.
Scoop dello Slai Cobas che, nella sua TV in internet (www.mogulus.com/slaicobastv) pubblica un filmato girato dagli ‘uomini-Fiat', messo da loro su youtube e poi immediatamente ritirato: questo importante documento si commenta da solo e rappresenta la vera ‘filosofia' autoritaria e repressiva della Fiat rilanciata dal ‘piano Marchionne' e che punta alla ‘militarizzazione della fabbrica' ed alle ‘epurazioni' di infausta memoria dei militanti sindacali .
Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d'Arco, 24/4/2008
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uComunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO / CONTRO IL PIANO-FARSA DI MARCHIONNE ED I REPARTI-CONFINO
COME SLAI COBAS ABBIAMO FORTI RAGIONI E SIAMO CONSAPEVOLI DELLA NOSTRA FORZA DI RAPPRESENTANZA COLLETTIVA CONFERITACI CON VOTO FORMALE E PALESE DAI LAVORATORI DELLA FIAT E DELLE COLLEGATE AZIENDE TERZIARIZZATE OPERANTI ALL'INTERNO DEL PERIMETRO DELLO STABILIMENTO NELLE ASSEMBLEE GENERALI DI FABBRICA TENUTE SIA IL 10/4/2008 (APPROVAZIONE UNANIME DELLA MOZIONE PRESENTATA DA LUIGI APREA , DELEGATO RSU SLAI COBAS NELL'ASSEMBLEA DEL 1° TURNO E IN QUELLA DEL 2° TURNO), CHE IN QUELLE DI IERI (1° TURNO: MOZIONE PRESENTATA DA VITTORIO ZUCCHERINO PER LO SLAI COBAS ED APPROVATA UNANIMAMENTE - 2° TURNO: MOZIONE PRESENTATA DA SERGIO D'ALESSANDRO PER LO SLAI COBAS ED APPROVATA UNANIMAMENTE)
Tentare di ‘declassare' le assemblee di ieri ad ‘riunioni' di poche centinaia di lavoratori come fatto da qualche sindacato confederale significa offendere l'intelligenza dei lavoratori e dei giornalisti: possibile che alle assemblee sindacali retribuite convocate ieri congiuntamente da FIOM-FIM-UILM-FISMIC abbiano partecipato (nel primo e nel secondo turno) appena ‘”poche centinaia di lavoratori?! Assemblee svolte a ‘caldo' su tematiche e forti vertenze sindacali in atto contro il ‘piano Marchionne' che sta portando allo sfascio lo stabilimento ed contro il collegato reparto-confino del polo logistico ?! Vertenze interessanti circa 7.000 lavoratori del primo e secondo turno e di quello centrale della Fiat e delle aziende collegate operanti all'interno del perimetro dello stabilimento di pomigliano : delle due l'una: o è una bufala ( come in effetti è avvenuto per ‘coprire' la scelta assembleare e pubblica dei lavoratori di accettare le argomentazioni presentate dallo Slai Cobas e di votarne tutti la mozione presentata ), oppure in fabbrica FIOM-FIM-UILM-FISMIC non rappresentano neppure se stessi .
Né fa gli interessi dei lavoratori chi, isolato, tenta di trasformare in questioni di ordine pubblico ( con tafferugli per mera propaganda mediatica ) nel ruolo di ‘sindacato civetta' con azioni attuate da persone esterne ed estranee ai lavoratori della fabbrica: il cosiddetto ‘sciopero' di oggi (tanto gonfiato da alcuni media compiacenti) è miseramente fallito, mancando l'indizione di sindacati rappresentativi presenti in fabbrica .
Resta il fatto che tutti i lavoratori della fabbrica hanno rispedito al mittente il ‘piano Marchionne' ed il reparto-confino e FIOM-FIM-UILM e FISMIC (e quindi non più solo lo Slai Cobas), nelle assemblee di ieri hanno fatto retromarcia (dall'auspicato accordo con ‘garanzie' sul ‘polo logistico' al… “ rientro di tutti i 316 lavoratori - di cui 100 iscritti allo Slai Cobas - nei posti di lavoro precedentemente occupati nei reparti Fiat” . Altro fatto interessante è che, dopo le assemblee di ieri, e davanti alle migliaia di lavoratori presenti ( 4.000 in entrambe le assemblee ), FIOM-FIM-ULIM-FISMIC hanno ‘sposato' le tesi di Slai Cobas sull'esistenza di vere e proprie liste di proscrizione redatte dalla Fiat per allontanare dalla fabbrica 316 lavoratori tra militanti sindacali ed invalidi . In questo caso, oltre alla programmazione di prossime lotte congiunte per sconfiggere il grave attacco antisindacale e discriminatorio messo in atto dalla Fiat nei confronti delle O.S. e dei lavoratori ammalati, lo Slai Cobas propone ‘coerenza con quanto pubblicamente affermato dai confederali e l'avvio comune e congiunto di un ricorso ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori contro la Fiat per la repressione di condotta antisindacale ed il rientro in fabbrica dei 316 lavoratori. Comunque, su mandato assembleare dei lavoratori ed in appoggio alle lotte sindacali in corso, lo Slai Cobas, anche da solo, avvierà il ricorso legale con l'attivazione della prevista procedura d'urgenza .
Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d'Arco, 24/4/208
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Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
LO SLAI COBAS AVVIA LA VERTENZA LEGALE : A FINE MESE SI PRESENTA IL RICORSO CONTRO I REPARTO-CONFINO
L'INIZIATIVA A SUPPORTO DELLE LOTTE DEI LAVORATORI
… “SE LA FIAT CON VERE E PROPRIE LISTE DI PROSCRIZIONE AVVIA AL REPARTO-CONFINO DEL POLO LOGISTICO 316 OPERAI SINDACALIZZATI ED INVALIDI, RICHIEDERE ALLA FIAT UN ACCORDO DI ‘GARANZIA' PER QUESTI LAVORATORI (COME FANNO I SINDACATI CONFEDERALI E TUTTI GLI ALTRI AD ESCLUSIONE DELLO SLAI COBAS) SIGNIFICA ACCETTARE DI FATTO LE SCELTE AZIENDALI DI DISCRIMINAZIONE E TRASFERIMENTO PUNITIVO DI MASSA VIETATE DALLO STESSO STATUTO DEI LAVORATORI”.
PER QUESTI MOTIVI LO SLAI COBAS ( CHE CON 100 ISCRITTI TRASFERITI DALLA FIAT AL REPARTO CONFINO DELLA LOGISTICA E' IL SINDACATO MAGGIORMENTE COLPITO A FRONTE DELLE POCHE DECINE DI ISCRITTI APPARTENENTI A TUTTE LE ALTRE SIGLE CONFEDERALI E NON ) NON SI E' PRESENTATO ALLA RIUNIONE DI IERI CON LA FIAT NE ' HA PARTECIPATO ALLA MANIFESTAZIONE DI POCHE DECINE DI PERSONE CHE RICHIEDEVANO DI INCONTRARSI CON LA FIAT E SVOLTA IERI IN PIAZZA DEI MARTIRI A NAPOLI) ED HA GIA' PREDISPOSTO L'ATTIVAZIONE DELLE PROCEDURE DI LEGGE PER L'IMMEDIATA ATTIVAZIONE DI UN RICORSO GIUDIZIARIO D'URGENZA EX ART. 28 L . 300/1970 CON LE RICHIESTE DI REPRESSIONE DELLA GRAVE CONDOTTA ANTISINDACALE MESSA IN ATTO DALLA FIAT E DI IMMEDIATO RIENTRO - AI POSTI DI LAVORO PRECEDENTEMENTE OCCUPATI - DI TUTTI I 316 LAVORATORI DISCRIMINATI : GIA' 100 LAVORATORI HANNO IMPUGNATO E CONTESTATO ALLA FIAT, CONGIUNTAMENTE AL SINDACATO, “IL PROVVEDDIMENTO DI TRASFERIMENTO GEOGRAFICO E DI MUTAMENTO DELLE MANSIONI IN QUANTO ILLEGITTIMO, IRRITUALE E DISCRIMINATORIO E RICHIESTO, AI SENSI DI LEGGE, LA SPECIFICAZIONE DEI MOTIVI DEL PROVVEDIMENTO SETSSO, CIÓ ANCHE CON RIFERIMENTO AI CRITERI DI SCELTA ADOTTATI NELL'INDIVIDUAZIONE DEI LAVORATORI DESTINATI ALL'UNITA CONFINO' DI NOLA”.
Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d'Arco, 17/4/2008
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Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
SALTA LA TRATTATIVA ALL 'UNIONE DEGLI INDUSTRIALI DI NAPOLI TRA FIAT E FIOM-FIM-UILM-FISMIC: L'AZIENDA, DOPO AVER FATTO FARE UNA LUNGA ‘ANTICAMERA' A FIOM-FIM-UILM-FISMIC HA DISERTATO L'INCONTRO E CONFERMATO LA DECISIONE DEL REPARTO-CONFINO (A NOLA, FUORI DALLA FABBRICA) PER 316 LAVORATORI
TENSIONE ALLE STELLE TRA I LAVORATORI CHE SI RIUNISCONO STASERA ALLE 19.30 ALLE PORTINERIE DELLA FABBRICA PER PREPARARE LO SCIOPERO DEL TURNO DI NOTTE ED ULTERIORI FORTI INIZIATIVE CONTRO IL ‘PIANO MARCHIONNE' ED I REPARTI-CONFINO
LO SLAI COBAS CONFERMA LA DECISIONE DI DENUNCIARE LA FIAT RICHIEDENDO ALLA MAGISTRATURA DEL LAVORO L'ATTIVAZIONE DELLA PROCEDURA D'URGENZA PREVISTA DALLO STATUTO DEI LAVORATORI IN MATERIA DI COMPORTAMENTO ANTISINDACALE PER L'ANNULLAMENTO DEL POLO-LOGISTICO-FANTASMA ED IL RIENTRO IN FABBRICA - A POMIGLIANO E NELLE POSTAZIONI PRECEDENTEMENTE OCCUPATE - DI TUTTI I 316 LAVORATORI
Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d'Arco, 11/4/2008
Comunicato stampa
FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO
I LAVORATORI SCIOPERANO COMPATTI AL PRIMO E SECONDO TURNO CONTRO IL ‘PIANO MARCHIONNE' ED I REPARTI-CONFINO: PARALIZZATA LA PRODUZIONE
Dopo l'approvazione nelle assemblee generali di ieri della mozione presentata da Luigi Aprea delegato RSU dello Slai Cobas, stamattina , già dalle prime ore dell'alba, mobilitazione compatta dei lavoratori - appartenenti a tutte le sigle sindacali - contro il ‘piano Marchionne' ed i suoi disastrosi effetti che ha portato alla paralisi totale degli impianti . Paralizzate le catene di montaggio anche al 2° turno . Una unità ‘tecnica' che non nasconde le forti divergenze e polemiche ancora in atto tra lo Slai Cobas ed i sindacati confederali di Fiom-Fim-Uilm-Fismic.
“ Accettare una trattativa-farsa con la Fiat da parte di Fiom-Fim-Uilm-Fismic significa nei fatti accettare la sostanza dei reparti-confino e dello liste di ‘proscrizione' con cui l'azienda intende ghettizzare i lavoratori ‘indesiderati' per motivi sindacali o per ridotte capacità lavorative conseguenza delle diffuse patologie professionali da sforzo prolungato che ormai colpiscono alcune migliaia di lavoratori”… dichiara lo Slai Cobas …” il passo successivo porterà alla prossima cessione di questi lavoratori a ditte esterne col prevedibile e collegato carico di cassa integrazione, mobilità e licenziamenti come tra l'altro già è avvenuto per la KSS di Arzano o per la procedura di mobilità avviata dalla Novafero con l'accordo dei sindacati confederali e lo Slai Cobas che è l'unico sindacato che non ha firmato l'accordo. Un processo – quello delle liste di proscrizione e dei reparti-confino destinato ad estendersi ad altri lavoratori sia della Fiat che delle collegate aziende di servizio e fornitrici in funzione dell'incapacità produttiva data dal mancato riammodernamento impiantistico.Oggi, ad oltre due mesi dalla ripresa lavoro, gli impianti (fatiscenti di 40 anni) restano' tal quali' e non consentono la produzione: 4.000 vetture difettate sono in questi giorni accatastate nei reparti della fabbrica e l'azienda non è nemmeno riuscita, a casusa dello note strozzature tecniche, a fare i 4 sabato di recupero programmati. Inoltre, della logistica già si occupa la DHL : a che serve un ‘secondo' polo logistico, se non alla sola espulsione dei lavoratori ” ?
Intanto, in crisi per lo sciopero in corso, la Fiat ha convocato in extremis, nel pomeriggio, un incontro ‘urgente' con i soli sindacati confederali (alle 14.30 presso la sede dell'Unione degli Industriali di Napoli) mentre lo Slai Cobas , che è il maggior sindacato colpito dalle liste di proscrizione ( circa 100 dei 316 lavoratori sono iscritti allo Slai Cobas a fronte di 50 appartenenti a tutti gli altri sindacati ) già preannuncia, inoltre, una nuova denuncia alla magistratura del lavoro attivando la procedura d'urgenza prevista per i sindacati dall'art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, e con la richiesta di ‘rimozione del reparto confino del polo logistico' (per effetto del comportamento illegittimo ed antisindacale messo in atto dall'azienda in violazione della legge n. 300/70) ed il ‘rientro di tutti i 316 lavoratori nei precedenti reparti di appartenenza in quanto l'esternalizzazione dei lavoratori è inficiata dal grave e reiterato comportamento antisindacale messo in atto dalla Fiat nei confronti dello Slai Cobas ed in consapevole e reiterata violazione dell'obbligatorio principio di correttezza e buonafede incombente su parte datoriale .
Slai Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d'Arco, 11/4/2008