ROMA
- "Il rinvio deciso dal Governo è sostanzialmente una presa in
giro". E' l'opinione del leader della Cgil, Guglielmo Epifani,
a proposito della decisione del Consiglio dei ministri sulla riforma
del Tfr. "Il governo ha deciso di non decidere, per non dividersi",
ha aggiunto Epifani.
Il governo così risparmia un po' di soldi e tutto ricadrà sulle
spalle del futuro governo. Ma con la furbizia non si governano
i problemi di un grande paese come il nostro", ha concluso Epifani.
Condanna alla scelta del Consiglio dei ministri è stata pronunciata
anche dalla Cisl. Il segretario Savino Pezzotta parla di "riforma
indecorosa": "La riforma del Tfr appena approvata dal Consiglio
dei Ministri è indecorosa e non risponde alle reali esigenze della
gente che è da dieci anni che aspetta di avere il secondo pilastro
della riforma previdenziale. Questa moratoria vuol dire che pagheranno
i lavoratori che andranno in pensione con una pensione minima.
E' una riforma che neanche Salomone avrebbe fatto. Approvare questo
provvedimento è stato sleale nei confronti di chi lavora. Ora
c'è una ragione in più per fare lo sciopero domani".
Dal silenzio assenso alle imposte la riforma
del Tfr punto per punto
ROMA - La riforma del Tfr entrerà in vigore dal primo gennaio
2008. L'obiettivo è quello di far decollare la previdenza complementare
ottenendo maggiori prestazioni ai futuri pensionandi. Ecco nel
dettaglio i contenuti del provvedimento.
Silenzio assenso. Dal 2008, scatteranno i 6 mesi per il
silenzio-assenso. I lavoratori avranno tempo cioè fino al 30 giugno
2008 per decidere se far confluire il proprio Tfr nei fondi pensione
o lasciarlo presso il proprio datore di lavoro come previsto ora.
Il mancato pronunciamento verrà interpretato come un consenso
e la liquidazione maturanda sarà versata nella forma prevista
dai contratti collettivi, a meno di un diverso accordo aziendale.
Contributo del datore di lavoro. Un contributo del datore
di lavoro, in misura dell'1%, è previsto in aggiunta al Tfr. Ma
il lavoratore perde diritto al contributo se sceglie di passare
ad un'altra forma di previdenza, ad esempio le polizze delle assicurazioni.
Anticipazioni. Si può chiedere fino al 75% di anticipazioni
sul Tfr in qualsiasi momento per spese sanitarie, oppure dopo
8 anni per l'acquisto della prima casa per sé o per i figli.
Due anni per cambiare idea. Dopo due anni dall'iscrizione
al Fondo, il lavoratore ha diritto alla portabilità dell'intera
posizione individuale e può cambiare quindi fondo.
Imposte sulle prestazioni. Sulla parte imponibile delle
prestazioni pensionistiche erogate dai fondi integrativi, l'imposta
è del 15% con una riduzione di 0,30% per ogni anno di partecipazione
al fondo oltre il quindicesimo anno (con un limite di sei punti
di riduzione).
Accesso al credito. Le imprese, soprattutto le medio piccole,
sarebbero penalizzate dallo smobilizzo del Tfr. E' previsto quindi
un meccanismo di accesso al credito delle banche per l'importo
di Tfr versato ai fondi (tasso: Euribor a 6 mesi più il 2%). Ma
dovranno rispondere ad alcuni requisiti. Il primo riguarda la
contabilità ordinaria e cioè il patrimonio netto non dovrà essere
inferiore al 5% del passivo e gli ultimi due bilanci approvati
non dovranno prevedere oneri finanziari superiori al 5%. Il secondo
requisito è relativo invece alla contabilità semplificata: le
imprese dovranno garantire di aver raggiunto un utile o pareggio
di bilancio negli ultimi due esercizi prima della richiesta del
credito.
Moratoria per le imprese. Per le imprese che non possono
ricorrere agli strumenti di accesso al credito, ci potrebbe essere
una moratoria di 1 anno, e cioè dal primo gennaio 2009.
Fondi. I fondi previsti e che ammontano a 700 milioni di
Euro per il 2006 e il 2007 resteranno comunque nel "sociale" dopo
lo slittamento della riforma. Ad esempio, ha ipotizzato il ministro
Maroni, si potrebbero soddisfare alcune delle richieste avanzate
dall'Anmil (l'associazione invalidi e mutilati sul lavoro) che
"pur condivisibili, finora non avevano copertura".
(24 novembre 2005)