| QUERELA DELLO SLAI-COBAS ALLA FIOM
Alla Procura della Repubblica Nola
Oggetto: denuncia – querela
Il sottoscritto Antonio Tammaro, nato a Napoli il 30 aprile del 1952, residente in San Giorgio a Cremano, via Gramsci n. 2, nelle sue funzioni di coordinatore e legale rappresentante di Slai Cobas per la provincia di Napoli,
PREMESSO
di essere venuto a conoscenza in data successiva al 15/2/2006, che in relazione ad una assemblea sindacale avvenuta all'interno del perimetro della Fiat Auto spa, stabilimento di Pomigliano, d'Arco, assemblea aperta a tutti i lavoratori della richiamata società - nonché di quelli addetti alle società terziarizzate ed operanti all'interno del perimetro della suddetta società – e convocata per discutere ed eventualmente approvare l'ipotesi conclusiva del contratto nazionale dei metalmeccanici, si erano verificate varie contestazioni sull'operato dei sindacalisti di FIOM-FIM-UILM-FISMIC che presentavano ai lavoratori il “magro” risultato conseguito come il “migliore” dei risultati raggiungibili in relazione all'ipotesi contrattuale sottoscritta tra i citati sindacati con Federmeccanica.
In detta assemblea venivano fuori diffuse contestazioni democratiche sia pure “forti”, nonché gridate a “slogan” dalla prevalenza delle migliaia di lavoratori presenti nella suddetta riunione (probabilmente mutuate dalle varie trasmissioni televisive sia su argomenti politici che sindacali).
Orbene, quando le stesse manifestazioni e grida sono aumentate di intensità, i rappresentanti dei sindacati confederali, in evidente difficoltà di poter gestire l'assemblea ai fini di magnificare il pessimo risultato contrattuale portato ai lavoratori, hanno preferito spegnere i microfoni e rinunciare ai programmati interventi.
Successivamente, dopo che l'assemblea si è tenuta e regolarmente svolta con l'approvazione conclusiva (per alzata di mano ed a quasi totale unanimità della migliaia di lavoratori presenti) di una mozione presentata da esponenti del sindacato Slai Cobas che bocciava l'accordo citato (va precisato che, normativamente, le assemblee sindacali retribuite sono un diritto dei lavoratori sia pur attivato dalle organizzazione sindacali), le organizzazioni sindacali di FIOM-FIM- UILM-FISMIC si sono adoperate per criminalizzare ed impudentemente incolpare di presunti atti violenti la denunciante organizzazione sindacale nonché i lavoratori dirigenti e militanti iscritti alla stessa. Ma c'è di più: nella dichiarazione riportata da tale “Agenzia Giornalistica Europa” e ripresa dai mezzi d'informazione nei giorni successivi al 14/2/2006, il segretario generale della Fiom Campania, tal Maurizio Mascoli, ha diffamato il qui rappresentato sindacato rilasciando la seguente e menzognera dichiarazione in cui tra l'altro asseriva: “una squadraccia fascista dello Slai Cobas,
dopo che lo stesso tentativo non era riuscito nell'assemblea della mattina, ha impedito con la violenza fisica lo svolgimento dell'assemblea del 2° turno sull'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale all'Alfa di Pomigliano d'Arco”…. “noi non ci lasceremo intimidire da una sparuta pattuglia di teppisti e provocatori”. Dichiarazione non smentita ma ripresa dal quotidiano “Il Manifesto” e dal segretario Nazionale della Fiom. Gianni Rinaldini. Tali dichiarazioni attribuibili con sicura certezza al predetto segretario regionale della FIOM hanno offeso la dignità, il decoro e l'onorabilità del sindacato qui rappresentato e, singolarmente, tutti i lavoratori iscritti a Slai Cobas, strumentalmente e pubblicamente accusati quali facenti parte di una “squadraccia fascista”.
E' legittimo ed oggettivo pensare che, tali scellerate ed illecite dichiarazioni, abbiano indotto le direzioni aziendali di Fiat e TNT di Pomigliano a mettere in atto una grave provocazione nei confronti del sindacato “scomodo” Slai Cobas e consistente nel successivo licenziamento di 8 lavoratori (5 dipendenti della Fiat e 3 della TNT) tutti iscritti e/o dirigenti della denunciante O.S. Comunque, in ogni caso, le riportate dichiarazioni hanno senza alcun dubbio influito nella decisione datoriale dei licenziamenti dando oggettiva “copertura” a tali provvedimenti.
Tanto è vero che ( nel corso della causa in svolgimento presso il Giudice del lavoro del Tribunale di Nola su ricorso Slai Cobas - ex art. 28 Statuto dei Lavoratori), nelle memorie difensive depositate da entrambe le aziende (Fiat e TNT) le stesse si sono difese riportando le inveritiere e gravissime dichiarazioni del segretario nazionale della FIOM-CGIL Gianni Rinaldini, così come le dichiarazioni di analogo tenore rilasciate delle organizzazioni sindacali di FIOM-FIM-UILM-FISMIC interne a Fiat Auto e TNT Pomigliano e dei collegati rappresentanti sindacali aziendali (RSU ed esperti).
E' paradossale che tali dichiarazioni rese dal segretario regionale della FIOM siano poi state riprese senza verifica ulteriore e sia pure con maggiore prudenza dal quotidiano “Il Manifesto” e dal segretario Nazionale della FIOM. Ma appare veramente abnorme che tali dichiarazioni siano state utilizzate come “clava” sia a “copertura” delle infondate motivazioni aziendali di licenziamento che come volontà palesemente discriminatoria nei confronti della sigla sindacale Slai Cobas in un momento di forte confronto sindacale e nell'imminente rinnovo delle rappresentanze sindacali in fabbrica, con soggetti datoriali e sindacali che all'unisuono affermano che il sindacato Slai Cobas ed i lavoratori iscritti a tale organizzazione sono una “squadraccia fascista”. Evidente e oggettivo il consociato interesse delle aziende di sferrare un duro colpo alla denunciante organizzazione sindacale, e quello dei sindacati FIOM-FIM-UILM-FISMIC di criminalizzare strumentalmente lo Slai Cobas e tentare di frustrare ed allontanare così i lavoratori da tale sindacato, proprio per difendere i loro diritti sindacali e in quanto iscritti, militanti e simpatizzanti dello Slai Cobas, si vedono additati quali “fascisti e squadristi ” nelle bacheche sindacali della fabbrica e sui mass media. I denunciati ed illeciti fatti non possono non influire sulle prossime operazioni di voto dei rappresentanti RSU di fabbrica e già oggi stanno impedendo a Slai Cobas di svolgere la necessaria campagna elettorale per le elezioni previste per il prossimo 19/20/21 giugno, visti gli ingiustificati provvedimenti di licenziamento nei confronti dei massimi dirigenti dell'organizzazione, nonché la contemporanea e pubblica campagna strumentale di criminalizzazione .
Pertanto, sottoscritto Antonio Tammaro, nelle sue funzioni e qualità, presenta formale
DENUNCIA – QUERELA
contro il sig. Maurizio Mascoli, segretario regionale della Fiom-CGIL della Campania, e contro quanti altri la S. V. vorrà ritenere colpevoli dei reati di diffamazione e ingiuria publica e/o a mezzo stampa e di offesa del decoro, della dignità e dell'onorabilità della sigla sindacale Slai Cobas, mentre comunica inoltre che anche i lavoratori iscritti alla stessa sono gravemente danneggiatati e parti civili per le offesa lanciate al sindacato che li rappresenta.
Ciascun lavoratore rappresenterà alla S. V. la parte di danno e di offesa subita con la costituzione personale degli iscritti di categoria, mentre il sottoscritto Antonio Tammaro, nella sua qualità di coordinatore provinciale di Napoli di Slai Cobas
La S. V. verificherà se la pubblicazione delle affermazioni chiaramente diffamatorie individuano responsabilità penali dei direttori delle agenzie e/o dei quotidiani.
Si chiede espressamente la punizione per i denunciati reati commessi in data 14/2/2006 e successivi.
Pomigliano d'Arco, 15/5/2005
Antonio Tammaro
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