SLAI-Cobas - Coordinamento provinciale di Napoli

Appello per una riunione nazionale contro i licenziamenti politici e su salario, precariato, democrazia nei posti di lavoro

per dare vita a una mobilitazione unitaria, condivisa e permanente

 

La concertazione e la precarizzazione di tutto il lavoro dipendente progrediscono di pari passo con l'approfondirsi della crisi del capitalismo, in Italia come negli altri paesi "sviluppati".

Ad essi si accompagnano l'autoritarismo delle politiche di guerra commerciale e guerreggiata, che sul piano dei rapporti tra le classi si articolano anche in una crescita della repressione padronale (in Italia spesso gestita congiuntamente con i sindacati confederali, come avvenuto col licenziamento degli 8 operai della Fiat di Pomigliano "rei" di aver bocciato il contratto metalmeccanici).

Il Pacchetto Treu e la Legge 30 (Biagi) sono solo le ultime, ma non le uniche, misure grazie a cui settori fondamentali del capitalismo italiano riescono addirittura ad aumentare i loro margini di profitto, pur permanendo una condizione di crisi che indebolisce l'Italia sul piano della concorrenza internazionale.

Il drastico peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro creato da queste misure è parte integrante della vita quotidiana di milioni di lavoratori, che cominciano, però, a tentare di opporsi a questa situazione . Non solo in Francia come avvenuto con il movimento di massa contro i CPE e i CNE, ma anche in Italia. Pomigliano (8 licenziati), la lotta dei Precari Atesia di Roma (5 licenziati)  e quella dei precari ASU e PUC in Sicilia, le iniziative in varie città italiane di lavoratori in corso di precarizzazione o già precarizzati (negli ospedali a Roma, all'aeroporto di Malpensa (3 licenziati), Alicos a Palermo, ecc.) sono altrettanti segnali di una volontà di resistenza e di controffensiva che si va affermando, imposta dalle condizioni del lavoro.

Ma queste lotte non solo il più delle volte sono sepolte dal silenzio stampa e non sono adeguatamente sostenute dalla nostra controinformazione, ma sono destinate a ripiegare su se stesse e a essere sconfitte, se non troveranno reciproci collegamenti, una rete nazionale organizzata, obiettivi e scadenze comuni e condivisi, che ne favoriscano la generalizzazione e la durata.

Fin dall'assemblea nazionale di Napoli del 25 marzo 2006, in solidarietà con gli operai licenziati di Pomigliano, come Slai Cobas abbiamo posto la questione di andare oltre la solidarietà  e adoperarsi, collettivamente, per costruire, organizzare e rilanciare insieme un forte movimento di massa e unitario, “di resistenza e controffensiva” nei posti di lavoro e nel territorio .

Pensiamo si debba fare assieme un salto di qualità per contrastare le politiche antiproletarie che continuano a indebolire e fiaccare i lavoratori in tutti i settori, condannandoli, insieme alle loro famiglie, al ricatto della precarietà a vita e la collocazione in fascia di povertà a “sotto-diritti e sotto-salario”.

Un salto di qualità che ci permetta di superare divisioni, campanilismi di sigla e una gestione delle lotte limitata alle singole realtà aziendali e/o locali . Un salto di qualità che consenta l'unificazione dei lavoratori e superi la ritualità e l'autoreferenzialità di scadenze nazionali a intervalli irregolari decise dai "vertici" del sindacalismo di base. Manifestazioni e iniziative nazionali condotte finora senza un percorso continuativo comune tra l'una e l'altra e senza un agire unitario a partire dai posti di lavoro; ma al contrario spesso portate avanti con la sola ottica di acquisire più tesserati, se possibile a scapito delle sigle "concorrenti".

Un salto di qualità impostoci anche dall'esito delle elezioni politiche, che con la formazione di un governo di centro sinistra, vedrà un rilancio della concertazione e della consociazione col padronato (una maggior integrazione dei sindacati nello stato), con un ruolo primario dei sindacati confederali. 

La continuità sostanziale col governo di centro destra nelle politiche antiproletarie, sarà infatti mascherata da misure di "governo della manodopera" che, ad esempio, sulla questione della precarizzazione elimineranno alcuni aspetti secondari della Legge 30, lasciandone però intatto il nucleo fondamentale. 

In nome della "garanzia della pensione per tutti" vedremo sicuramente accelerare i tempi dello scippo del TFR a favore dei fondi privati e della "verifica" del regime pensionistico, con il definitivo affossamento del sistema pubblico e il lancio ancora su più larga scala delle pensioni private (Fondi pensione) cogestite da padronato, banche, assicurazioni e sindacati.

Non solo questo: di certo il centro sinistra metterà mano anche alla legge sulla rappresentanza nei posti di lavoro, premiando il ruolo concertativo e l'egemonia dei sindacati confederali, contemporaneamente senza nulla concedere in termini di diritti esigibili dai lavoratori.

Una situazione, insomma, che vedrà il tentativo da parte del centro sinistra di rafforzare, tramite i sindacati confederali, il controllo sui lavoratori, di farli "alleare" col capitale produttivo contro la rendita finanziaria, di coinvolgerli nel sostegno al "made in Italy" nelle guerre commerciali internazionali, di "comprarne" l'appoggio con qualche limitata concessione. 

Contemporaneamente il centro sinistra concederà ulteriori sgravi fiscali e contributivi al padronato (concedendogli una riduzione di 5 punti del costo del lavoro e recuperando i minori introiti con l'aumento delle spese sociali), articolerà le ricette del FMI alla situazione specifica italiana, chiamerà a nuovi sacrifici per ripianare il debito pubblico e aggiustare i conti "disastrati" dal governo Berlusconi (negli anni '90 ce li chiese per entrare in Maastricht, ora ce li chiederà per rimanervi).

La riunione nazionale di Roma che proponiamo ha la "pretesa" di aprire un confronto per contrapporsi a tutto questo, per contrastare le illusioni di un cambiamento grazie al governo di centro sinistra, per gettare le basi di un movimento di massa che rompa i confini delle specifiche categorie e vada oltre l'attuale limite di “resistenza”. Un movimento su temi e obiettivi anticonsociativi e intercategoriali che, facendo leva sulle situazioni concrete di lotta oggi in corso, sappia intervenire e aggregare i lavoratori sulle questioni fondamentali:

 

  • del recupero salariale adeguato ai bisogni reali (aumenti consistenti e egualitari, recupero automatico dell'inflazione reale, rivalutazione delle pensioni, garanzia dei servizi pubblici, ecc.),  
  • della garanzia del salario
  • della lotta alla precarizzazione in atto del lavoro dipendente (con l'abrogazione del pacchetto Treu e della legge 30 e per la stabilizzazione dei lavoratori variamente "atipici"), 
  • della democrazia nei posti di lavoro (con conferimento di diritti sindacali forti ai lavoratori e da loro esigibili).

 

Questa riunione nazionale che, lo ribadiamo, è aperta tutti coloro che si oppongono alla concertazione e allo sfruttamento   e vuole coinvolgere senza preclusioni di sorta e con pari diritti organismi sindacali, politici, territoriali, come pure singoli lavoratori, che vadano ben oltre quelli che hanno partecipato all'assemblea nazionale di Napoli, si prefigge di definire collettivamente, in modo unitario e condiviso:

  • norme di collegamento stabili tra tutte le realtà di lavoratori, facendo perno su quelle che oggi si muovono concretamente
  • l'elaborazione e la diffusione di una piattaforma unitaria e condivisa, da sostenere e diffondere collettivamente, quale base su cui aggregare i lavoratori e condurre mobilitazioni comuni e contemporanee
  • l'indizione di una manifestazione nazionale a Roma, da decidere collettivamente nei tempi e nei modi, quale primo segnale pubblico e aperto della necessità e possibilità di un'opposizione su contenuti anticonsociativi e intercategoriali
  • l'avvio di un percorso comune di lotta, stabile nel tempo e organizzato unitariamente

Il luogo dove si terrà l'assemblea sarà comunicato a breve e pubblicizzato, appena avuta la conferma della sala.

Come Slai Cobas ci impegniamo a diffondere a tutti coloro che hanno assicurato la partecipazione alla riunione nazionale di Roma i contributi preparatori che saranno inviati.

Alleghiamo a quest'appello una bozza di piattaforma (nella versione di un elenco di punti e senza la pretesa di essere riusciti a metterci tutto quello che occorre) da discutere alla riunione nazionale di Roma e da approvare in forma definitiva, con tutte le modifiche ritenute necessarie, in modo collettivo.

Invitiamo nuovamente a partecipare (e a comunicarcelo) tutti coloro che si oppongono alla concertazione e allo sfruttamento.

Per ogni questione relativa alla riunione nazionale di Roma fate riferimento all'indirizzo slaicobasmilano@libero.it

Slai Cobas

Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale

Sede nazionale: Viale Liguria 49, 20143 Milano, tel.fax 02/8392117, @mail:  slaimilano@slaicobasmilano.org   http://www.slaicobasmilano.org

Sede legale: Via Olbia 24, 80038 Pomigliano d'Arco (Na), tel.fax: 081/8037023, @mail: cobasslai@fastwebnet.it   http://www.slai-cobas.org

BOZZA DI PIATTAFORMA (PUNTI)

SALARIO

 

  • Criterio generale: a uguale lavoro uguale salario , a prescindere dalle forme di assunzione (con rivendicazione della fine delle diverse normative per l'anzianità, inquadramento, ecc. previste dai contratti a seconda dell'anzianità di assunzione)
  • Aumenti salariali egualitari e consistenti (dovremmo stabilire una richiesta)
  • Ripristino di un meccanismo di adeguamento automatico dei salari all'inflazione reale
  • Eliminazione delle varie forme di salari incentivanti, a premio, a obiettivi, a risultato, a discrezione aziendale, ecc. (da articolare a seconda dei contratti)

PRECARIETA'

  • Trasformazione in tempi certi di tutti i contratti di lavoro precario (progetto, apprendistato, a chiamata, inserimento, somministrazione, ecc....) in contratti a tempo indeterminato full o part time, a richiesta del lavoratore, sia nel pubblico, sia nel privato
  • Inquadramento dei lavoratori stabilizzati ai livelli previsti per la professionalità acquisita nel corso degli anni di lavoro precario
  • Parità salariale e normativa dei lavoratori delle ditte in appalto con quelli delle ditte appaltanti
  • Adeguamento dei contributi pensionistici per i lavoratori precari, con particolare riferimento al periodo di lavoro precario e con copertura per i periodi di non lavoro/disoccupazione a carico dello stato 
  • Reintroduzione del divieto di intermediazione della manodopera e abolizione del lavoro interinale
  • Divieto di esternalizzazione e appalto nei servizi pubblici
  • Abrogazione della legge 30/2003 e del pacchetto Treu
  • Piena estensione dei diritti sindacali ai lavoratori precari
  • Andrà articolato un apposito riferimento alla questione delle cooperative, alla problematica del socio lavoratore e dell'estensione al loro interno dei diritti previsti per gli altri lavoratori (Legge 300, ecc.)
  • Ugualmente dovrebbe essere affrontata la questione dei lavoratori delle Fondazioni cui non si applica la Legge 300

 

DEMOCRAZIA NEI POSTI DI LAVORO

 

  • I diritti sindacali devono essere esigibili dai lavoratori e devono essere loro patrimonio e non delle sigle sindacali.
  • L'assemblea dei lavoratori, sia su temi aziendali, sia su temi nazionali, deve potere essere indetta oltreché da tutte le sigle sindacali presenti, dai singoli rappresentanti RSU e anche dagli stessi lavoratori, mediante una raccolta di firme (dovremmo stabilire una percentuale)
  • Alle RSU / RLS devono poter partecipare tutte le sigle sindacali, come pure liste fatte dai lavoratori stessi o da comitati di lavoratori
  • Alle RSU / RLS, come eleggibili e elettori, devono partecipare anche i lavoratori precari a vario titolo presenti in azienda.
  • Va abolito il 33% garantito nelle RSU
  • I delegati RSU / RLS devono essere revocabili prima della scadenza del loro mandato da parte dei lavoratori che li hanno eletti. (ad esempio con una raccolta di firme pari ai 2/3 degli elettori)
  • Albi sindacali, la possibilità di diffusione interna di comunicati, volantini, ecc. e l'utilizzo di sistemi di diffusione all'interno delle aziende (ad es. reti informatiche) devono poter essere utilizzati da tutti i sindacati e i comitati di lavoratori, se costituiti all'interno dell'azienda.
  • Le trattative nazionali devono essere condotte da rappresentanti designati dai lavoratori (un modo potrebbe essere quello di definire dei rappresentanti delle RSU alle trattative nazionali o elezione di rappresentanti nazionali per la propria azienda)
  • Ogni accordo e contratto (a qualunque livello) deve essere ratificato dai lavoratori. Nel caso di referendum lo scrutinio dei voti espressi deve essere effettuato da commissioni elettorali che vedano la possibilità di partecipazione sia di tutte le sigle sindacali, sia di comitati di lavoratori dove costituiti, sia di singoli lavoratori
  • Va abolito il criterio della maggior rappresentatività sulla base della sigla di accordi e contratti

 

 

ALTRI PUNTI

(punti che dovrebbero comunque essere articolati in una piattaforma rivendicativa, non per completezza astratta, ma per poter sostenere tutte le rivendicazioni)

 

  • la garanzia del salario per i disoccupati
  • la casa per tutti/e con affitti correlati ai salari (da definire una percentuale)
  • servizi sociali (scuola sanità e trasporti) pubblici e gratuiti per tutti;
  • il permesso di soggiorno per tutti, sganciato dal contratto di lavoro (in modo da levare l'abbassamento dei salari derivato dalla pressione esercitata dall'assenza di diritti per gli immigrati privi di permesso, che li costringe ad accettare salari infimi, contribuendo così alla riduzione di tutti i salari. (Collegata a questo punto sopra è la questione della chiusura dei CPT e dell'abrogazione delle leggi Bossi/Fini e Turco Napolitano.)
  • Questione della sicurezza nei posti di lavoro

 

 


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