COMUNICATO
STAMPA
Processo Breda/Ansaldo per la morte da amianto dell'operaio
Giocarlo Mangione
Le motivazioni della storica sentenza Dirigenti colpevoli: alla
Breda- Ansaldo si moriva d'amianto ed i dirigenti che tutto sapevano
nulla hanno fatto per tutelare i lavoratori.Questo
sta scritta nella sentenza depositata ieri.
Nelle
motivazioni della sentenza sul processo per la morte da amianto
di Giancarlo Mangione, il giudice dott. Ambrogio Moccia del tribunale
di Milano riconosce in pieno le tesi che il nostro Comitato va
affermando da anni:
Le
motivazioni della concessione delle attenuanti generiche ai 9
dirigenti ritenuti colpevoli, facendo quindi scattare la prescrizione
che li ha salvati, sono dovute "…all'età degli imputati ( tutti
ultra settantenni, due sono 90enni,), infine l'incensuratezza".
Inoltre
il giudice ritiene che agli imputati " non possono essere
addebitate oltre misura responsabilità che sono state sì individuali,
ma che hanno affondato le loro radici nel "sistema" industriale
dell'epoca, sistema che non tocca ad un organo giurisdizionale
giudicare".
Questa
sentenza è importante sia per le motivazioni, sia perché è la
prima volta che in Italia vengono sostanzialmente condannati dei
dirigenti per una vicenda in cui l'amianto non figura come oggetto
di produzione industriale, ma come strumento usato nell'attività
lavorativa e di protezione dei lavoratori.
Anni
di lotte nelle fabbriche, nelle piazze, nei luoghi di lavoro,
nei tribunali, con la partecipazione dei lavoratori e dei cittadini,
hanno rotto il muro dell'indifferenza, dell'omertà e delle complicità
che tutte le istituzioni (padroni, magistratura, medicina ufficiale,
partiti e sindacati) avevano creato contro la nostra lotta - contribuendo
a sensibilizzare l'opinione pubblica sui pericoli derivati dall'amianto.
L'unico, profondo, rammarico per noi e per tutti coloro che con
noi hanno lottato è che questa sentenza arriva dopo che sono morti
73 nostri compagni di lavoro della Breda e migliaia in tutta Italia.
Non solo, se la stessa magistratura si dichiara impotente a
perseguire un sistema che, di tutti i diritti umani, riconosce
solo il diritto al profitto, fatto sulla pelle dei lavoratori,
allora ai lavoratori e a chi si batte per la salute non resta
che combatterlo sui luoghi di lavoro e nelle piazze.