| COMUNICATO STAMPA
Se una semplice esposizione di fatti viene definita dal direttore generale dell 'As n. 8 di Vibo Valentia Talarico “interpretazioni confuse e allarmistiche ” e, provocano nello stesso reazioni scomposte e arroganti, allora abbiamo colpito nel segno, le reali volontà del management, sono lo smantellamento del servizio sanitario nelle Serre Calabre in perfetta continuità con le gestioni precedenti.
Una gestione ormai alla frutta, si inscenano conferenze stampa con roboanti e pirotecniche dichiarazioni, la fumosità annebbia la visuale del manovratore, cosi si materializzano (solo nelle loro menti), reparti di ortopedia, di oculistica (con attrezzatura usata), le magie continuano con la moltiplicazione degli operatori socio sanitari, con sole due unità si è riusciti a “minimizzare i disaggi estivi rispondendo con efficacia alle emergenze infermieristiche ”.
E poi, di nuovo la sfilza di promesse passate come “iniziative già concretizzate”, acquisto di due ambulanze, Tac (logicamente inferiore tecnicamente a quella di Vibo), ristrutturazione delle sale operatorie, endoscopia, ecografo. Ma per ciò scopriamo che si devono esperire ancora le pratiche per le gare di appalto, lungaggine burocratiche che stranamente sorgono solo quando si tratta della struttura ospedaliera di Serra San Bruno, mentre in altri casi le procedure viaggiano più velocemente e sono già state ristrutturate le sale operatorie e acquistate attrezzature medicali.
Come al solito il D.G. parla al futuro, utilizzando sempre questo magnifico tempo e coniugandolo sapientemente in tutti i modi e la frasi, compiendo dalle promesse che non vengono mai, purtroppo, suffragate dai fatti.
Allora al D.G. Talarico sorge spontanea la domanda “che solo un folle, dopo l 'elenco delle spese illustratoci, può pensare di chiudere l 'ospedale”, allora c'è troppa follia in giro e da diverso tempo visto che, un direttore generale dopo una spesa di circa un milione di euro per ristrutturare le lavanderie della azienda le diede in appalto ad esterni e, successivamente, in perfetta continuità col predecessore,c 'è chi acquista le automediche (o america) mentre a mancare sono le ambulanze, mancanza che impedisce lo spostamento di un ammalato anche di soli 50 metri provocando ritardi che potrebbero rivelarsi fatali.
E ancora, come giudicare, chi preferisce lasciare nella precarietà le unità operative di chirurgia e ginecologia dove le prestazioni sanitarie subiscono continue interruzioni e conseguenti trasferimenti dei pazienti che gettono, queste si, nel panico gli utenti creando gravi danni alla funzionalità e alla immagine della struttura ospedaliera, alla soluzione che sta nello stabilire semplicemente l ' organico medico delle unità operative?
E le assunzione che dovevano essere fatte a giugno 5 medici per il pronto soccorso e 2 medici anestesisti, dove sono?
Molte delle potenzialità che si sono espresse fin dalle origini di questo ospedale non sono venute meno da se, ma sono state offuscate dai limiti che vengono imposte dalla dirigenza vibonese. La soluzione di tutti problemi, non sta nel pessimo atto aziendale, fatto dalla dirigenza, ma nella concreta possibilità che i fondi vengano gestiti direttamente dal presidio di Serra.
Chi vuole avere sempre l 'ultima parola, o vede sempre attraverso le lenti dell'egemonia aziendale, naturalmente non riesce a concepire un dialogo che se pur duro, sia democratico e costruttivo, fatto dai sindacalisti, che sono gli unici a recepire i bisogni e le esigenze della sanità serrese.
Il periodo di grande normalizzazione è finito, le uniche voci di protesta non sono più il canto serale delle cicale, ma il continuo, perseverante ed incisivo impegno di chi tiene alla sanità pubblica e al bene che essa è preposta a tutelare. Il sindacato, continuerà il martellante impegno e non soltanto con la stampa, ma anche con iniziative popolari e senza precedenti.
Serra San Bruno lì 21/09/2006
SLAI – Cobas Serre Calabre
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