comunicato stampa
Pomigliano d'Arco, 17/1/2008
FIAT ALFA ROMEO/LICENZIAMENTI
LO SLAI COBAS DENUNCIA GRAVI DISCRIMINAZIONI PER I LICENZIATI: RIENTRATI QUELLI CONFEREDALI, FUORI TUTTI GLI ALTRI
LA VICENDA DEI LICENZIAMENTI, AGGRAVATA DAL SEQUESTRO ‘PARITETICO' DELLE DIECI ORE DI ASSEMBLEA RETRIBUITA FINIRA' IN TRIBUNALE
I RICORSI GIUDIZIARI SARANNO ATTIVATI CON LA PROCEDURA D 'URGENZA PREVISTA DALL'ART. 28 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI
Fiom-Fim-Uilm hanno gettato la spugna ed hanno sottoscritto, nella giornata di ieri, un accordo di svendita e sottomissione sindacale e dei lavoratori alle manifestate volontà autoritarie dell'azienda accettando supinamente la svolta repressiva delle relazioni sindacali messa in atto dalla Fiat con i licenziamenti e una caterva di provvedimenti disciplinari, nonchè con ‘fantozziani' corsi di formazione ‘pesante' decisi da Marchionne. Corsi ed iniziative aziendali che violano le più elementari norme di democrazia e della libertà di espressione nonché quella di libera organizzazione sindacale dei lavoratori in fabbrica: diritti soggettivi e collettivi costituzionalmente protetti, tutelati inoltre dai contratti e dallo Statuto dei Lavoratori. I corsi in svolgimento in Fiat (e fortemente contestati dai lavoratori ), nulla hanno a che fare con qualsiasi, benché minima, formazione tecnico-professionale, ma puntano esclusivamente ad una illecita forzatura disciplinare ‘repressiva' condotta dall'azienda in plateale repressione e contrazione di ogni diritto soggettivo e collettivo dei lavoratori nonché di quelli sindacali . A conferma di ciò, oggi sono rientrati in fabbrica ed al lavoro, richiamati ad horas dalla Fiat, solo tre dei sette licenziati politici per lo sciopero dei corsi giovedì e venerdì della scorsa settimana. Non a caso sono della Fiom e della Uilm: (Mario di Costanzo RSU Fiom), Aniello Niglio (esperto designato Fiom), Milena Gianmattei (della Fim). Non a caso sono rientrati al lavoro solo dopo l'<accordo di sottomissione> firmato ieri dai sindacati con la Fiat . Alcuna comunicazione aziendale di rientro al lavoro hanno ricevuto invece i lavoratori e delegati sindacali aderenti a Slai Cobas, sindacato che rifiuta di aderire a tale accordo-capestro. Usare, come sta facendo la Fiat , lo strumento dei licenziamenti strumentali per imporre ai sindacati l'accettazione di iniziative illecite è sanzionato dallo Statuto dei lavoratori e dallo stesso codice penale . Tenere illecitamente fuori dalla fabbrica i sindacati ‘non graditi', consentire le assemblee genralli solo ai sindacati ‘graditi' e contemporaneamente attuare indisturbati sondaggi-farsa tra i lavoratori per ‘costruire' presunti consensi ad uso mediatico al comportamento aziendale ricorda tanto le azioni di sindacalismo corporativo del periodo fascista. Iniziative tra l'altro vietate dallo Statuto dei lavoratori che definisce, tali comportamenti come 'sindacalismo giallo' .
Il comportamento aziendale e le collusioni sindacali in atto evidenziano la grande difficoltà in cui si trova l'azienda nel perseguimento dei suoi piani a medio termine di ridimensionamento impiantistico ed occupazionale.
Slai Cobas Fiat Alfa Romeo – Slai Cobas coordinamento provinciale di Napoli