SLAI-Cobas - Coordinamento provinciale di Napoli

Comunicato stampa

 

La questione del precariato a Vibo Valentia non può essere più sottotaciuta, e non bastano le promesse della giunta Regionale a dare speranza a lavoratori che vivono senza nessuna garanzia contrattuale. Non bastano le parole del Governatore Loiero quando già ad Ottobre con l'allora Assessore al Lavoro dichiarava di voler dare stabilità ai lavoratori Precari della Regione cercando di far estendere i benefici del decreto legge n 163 del 17 Agosto, Parole e solo parole!! E di questa situazione, a pagarne le conseguenze i primi sono stati i lavoratori del reddito minimo, poiché dopo le tante Promesse nulla è stato fatto. Oggi la situazione a Vibo Valentia assume i contorni dell'emergenza lavorativa perché ai tanti disoccupati si aggiungono i lavoratori precari che sono un numero davvero consistente in questa Provincia è questo è aggravato di una tendenza generale del padronato che è quello di flessibilizzare tutto il lavoro dipendente sostituendolo con il lavoro precario, dove si evadono i diritti contrattuali.

Questa situazione è stata facilitata da un decennio di concertazione sindacale fatta di rinunce e di smantellamento di tutti i diritti, oggi contrastare il lavoro atipico e precario a Vibo solo con convegni e tavole rotonde è non voler affrontare il problema dalla radice poiché da un lato si dice che bisogna stabilizzare i lavoratori dalla altra si avalla la legge 30 e s'inserisce in Toto nei contratti nazionali di lavoro sia essi pubblici che privati. Come si è arrivati alla frantumazione del mondo del lavoro? Proprio con la concertazione, è a tutto inizio con la cancellazione della scala mobile ed il varo della legge 863 che estendeva i margini d'applicazione del par-time introducendo i contratti di formazione e solidarietà (1984).

Nel 1987 la legge 56 estende a tutti i comparti, il contratto a termine.

Nel 1990 si ha la repressione e limitazione diritto allo sciopero con la legge 146.

Nel 1993: accordo tra sindacato e governo Amato che apre la lunga fase di concertazione e lega la contrattazione salariale all'inflazione programmata con il definitivo smantellamento della scala mobile.

Sempre 1993: espansione dei contratti atipici.

Nel 1997: varo pacchetto treu frutto del Governo di centro sinistra con la appoggio di Confindustria e del sindacato confederale, introduzione del decentramento del collocamento e privatizzazione attraverso la creazione d'agenzie interinali legalizzazione del precariato.

2001: libro bianco redatto dal ministro del lavoro.

È si arriva al 2003 con la legge 30- riforma Biagi e la relativa approvazione decreto attuativo.

Dunque basta con i proclami, il precariato e figlio dei governi di centro sinistra centro destra confindustria e sindacato confederale. E nello specifico per quanto concerne Vibo valentia che come slai cobas stiamo formando un comitato dei precari che comprendono lavoratori di Vibo Valentia, Serra San Bruno, Briatico, Limbadi,per sollecitare e incalzare la Regione la Provincia ed i comuni interessati a reperire ingenti risorse per un piano straordinario di stabilizzazione occupazionale dei lavoratori precari della nostra Provincia.

E' arrivato il momento dunque di rivendicare i propri diritti anche sul nostro territorio, poiché servono decisioni chiare e che il problema precariato sia assunto a Vibo Valentia come priorità assoluta, perché di fronte alla cancellazione dei diritti diventa necessaria una mobilitazione per ottenere un reddito stabile e continuativo.

 

Ed è per quanto sopra esposto che

 

il 21/03/2006 alle ore 17:00 presso il Valentianum ci sarà una

manifestazione nazionale

dove parteciperanno tra l'altro i precari siciliani in lotta ormai da mesi, i compagni di Pomigliano licenziati dalla Fiat e dal sindacato, e molte realtà sindacali dello Slai Cobas. E in quella occasione verranno proiettate le immagini del filmato girato all'Alfa di pomigliano dove sono stati licenziati 8 lavoratori.

 

 

Vibo Valentia lì 15/03/2006

Patania Giovanni

Slai Cobas Vibo Valentia

 


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