SLAI-Cobas - Coordinamento provinciale di Napoli

COMUNICATO STAMPA

 

«Non siamo merce di scambio. Questi sono ricatti elettorali». Non usa mezze parole il coordinatore regionale dello Slai Cobas Orazio Calì dopo che tra una commissione bilancio e una commissione lavoro e l'altra il governo regionale siciliano non esprime chiaramente quale sarà il futuro lavorativo dei 18 mila precari Asu (attività socialmente utili), Puc (progetti di utilità collettiva) e contrattualizzati per cinque anni degli enti locali siciliani che attendono una stabilizzazione seria ormai da diciassette anni.

 

«Non ne possiamo più – aggiunge Calì – questo governo fa i balletti alle spalle dei lavoratori, cambiando le carte in tavola da un momento all'altro».

Circa una settimana fa il governo aveva promesso 80 milioni di euro per la stipula di contratti a 24 ore settimanali con l'impegno entro due anni di arrivare a trentasei ore.

«Il governo, invece, - incalza Calì - anziché mantenere gli impegni presi con i lavoratori torna indietro e non dichiara apertamente qual è la somma che intende impegnare. Non può scaricare le colpe sulla minoranza, sui sindacati o su chicchessia. Queste sono manovre elettorali di bassa leva da cui non ci facciamo ingannare».

 

I toni si accendono e c'è un monito al governo: «Non si dimentichi che su questa situazione si vincono o si perdono le elezioni. Il governo avendo la maggioranza ed avendo i numeri per poter approvare la legge sulla stabilizzazione reperisca i fondi per la copertura finanziaria e dimostri a tutti di avere la maggioranza per l'approvazione della legge».

 

«Ma una cosa non può permettersi di fare: non può assolutamente giocare a scaricabarile alle spalle dei lavoratori. Noi non ci stiamo!!».

Catania 15/02/2006.

 

Il coordinatore regionale dello Slai Cobas

Orazio Calì


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