SLAI-Cobas - Coordinamento provinciale di Napoli

Piazzali stracolmi di vetture da recuperare, magagne impiantistiche che a malapena consentono il 50% della produzione con abnorme difettosità:

 

NON DEVONO ESSERE I LAVORATORI A PAGARE IL DISASTRO PRODUTTIVO DEL ‘PIANO- MARCHIONNE'!

Il Piano ‘magliaro' di Marchionne' è stato solo uno strumentale ‘maquillage mediatico' messo in atto in totale malafede dalla Fiat (con l'aiuto di giornalisti compiacenti e forze politico-istituzionali e sindacali) per continuare a nascondere le note magagne tecniche e continuare ad addossare le colpe del ‘disastro' sui lavoratori: il ‘decollo' produttivo della ‘nuova' Pomigliano - millantato da Marchionne e dagli ‘sponsor' collegati - resta ‘impedito' dalle solite e vecchie strozzature aziendali fatte di impianti e tecnologie ormai obsolete che restano ‘tal quali' come le ‘ecoballe' napoletane, al punto che l'azienda è stata costretta a sospendere i sabato di straordinario perché non aveva più spazio dove accatastare le vetture incomplete e/o difettate.

Lo sciopero di ieri mattina in 147 dei lavoratori dell' UTE A 9 contro gli insostenibili ritmi di lavoro del wcm e la pretesa aziendale di far lavorare addirittura in mancanza dei cartellini di saturazione manifesta una ‘necessità operaia' da generalizzare per riorganizzare la mobilitazione e la necessaria difesa delle condizioni di lavoro e di sicurezza in fabbrica, di democrazia e dignità, e per contrastare efficacemente la svolta autoritaria, paternalistica ed antisindacale (coi vigilantes nel ruolo di secondini di reparto) tentata dalla Fiat a Pomigliano per costringere i lavoratori a subordinarsi ‘mente e corpo' all'azienda.

 

Le scelte del ‘piano Marchionne', operate con la concertazione dei sindacati confederali e delle forze politiche collegate, ormai sono ‘evidenti a tutti': aumento delle saturazioni con un forte recupero di produttività sulla pelle dei lavoratori e conseguenti esuberi di personale in proporzione del dimezzamento dei volumi produttivi . Il trasferimento di 316 lavoratori ai nuovi corsi-fantasma a Napoli prospetta il VERO piano industriale Fiat per Pomigliano: precostituire generici ‘rami d'azienda' e la possibilità di cessione dei lavoratori a ditte esterne (col collegato carico di precarietà, cassa integrazione, precarietà e mobilità) come primo tassello di un processo di reparti-confino e cessioni destinato ad estendersi.

 

QUESTO ‘PIANO' E I REPARTI ‘CONFINO' LI ABBIAMO GIA' VISTI

ALL'ALFA DI ARESE

Lo Slai Cobas, insieme ai lavoratori (a differenza delle posizioni filoaziendali e/o defilate degli altri sindacati) è come al solito in campo per riorganizzare ed estendere la mobilitazione ed ha inoltre già organizzato l'impugnativa giudiziaria dei 316 trasferiti ai corsi-confino di Napoli.

 

 

Per rilanciare una prospettiva di efficace contrasto dei piani Fiat fatti di smantellamento di diritti e tutele dei lavoratori nonché di impianti ed occupazione

 

Per ridare ‘forza e voce' alle ragioni dei lavoratori:

Sabato 5 aprile 2008- ore 9.00 -

Sala Palazzo Orologio - C.so V. Emanuele

 

ASSEMBLEA PUBBLICA

A POMIGLIANO

 

Slai Cobas Fiat e terziarizzate - coordinamento provinciale di Napoli - Pomigliano, 19/3/2008

 

 


 

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